Al VI Congresso Nazionale della Federazione Giovani Socialisti si è parlato di Politica, la nostra risposta alla crisi culturale, non sono riuscito a partecipare all’ultimo giorno di lavori per poter intervenire e dare un contributo anch’io, ma non mancheranno le occasioni per confrontarci, parlarci, un gruppo splendido, che vede per la prima volta alla guida una donna, Claudia Bastianelli, i miei auguri per un lavoro ottimo!
Il momento storico che la nostra generazione sta vivendo ci fa comprendere chiaramente quale sia l’inconsistenza delle tematiche poste all’ordine del giorno dell’agenda politica del nostro Paese oltre allo stato di degrado delle nostre istituzioni. Chi sono i giovani e cosa rappresentano nella vita politica italiana?
Molto spesso sono descritti come apatici, bamboccioni, interessati solo al divertimento e scarsamente impegnati nella vita sociale e politica. In realtà le vicende più vicine ne rimarcano una grande vitalità: le manifestazioni degli studenti, dei precari, l’attiva partecipazione alle campagne referendarie, dimostrano una grande freschezza d’idee e di nuove motivazioni.
Se mai si potrebbe sostenere la tesi che rispetto alla storia del novecento, il nuovo secolo ha portato un modo diverso di intendere ed esprimere la politica, non più incentrato sul sistema “partito” bensì incardinato sulla libera espressione del cittadino comune che interviene direttamente sui vari temi utilizzando i nuovi mezzi di comunicazione di massa (social network).
Il vero nodo da sciogliere oggi è su come si possa trasformare questa “freschezza” in proposta politica, uscendo dal solito canale tematico di contrapposizione tra riformismo e populismo.
Oggi più che mai i Socialisti devono farsi interpreti delle nuove generazioni, stimolando il dibattito su temi “antichi ma moderni”, sfidando demagogia e populismo con proposte e idee concrete per il futuro. Questa è una vera e propria sfida culturale di cui Progressisti dovranno farsi portatori.
Questione Ecologica
Il primo tema che mi è caro discende dai limiti biofisici dello sviluppo del nostro Paese, la questione ecologica, il primo tema non trattato dalle agende politiche, un tema ormai vecchio, nato nella politica italiana negli anni 70. Oggi più che mai può essere la sfida economica e la guida propulsiva per l’intero continente.
Globalizzazione
Sottovalutato dalle agende e dalle sfide della nostra politica è il tema della globalizzazione, sembra quasi un tema vecchio, inflazionato, ma mai è stato pienamente affrontato: milioni di persone nel mercato globale, che non assistono passivamente, ne sono assolutamente attori. C’è un aneddoto che vorrei condividere: due coppie di ragazzi del Bangladesh, di una cultura lontana dalla nostra, in cerca di fortuna qui a Roma, condividevano la casa, due uomini e due donne. Improvvisamente un uomo si è innamorato della donna dell’altro uomo, ne era attratto e voleva farci l’amore, quando il marito dell’altra donna si è allontanato da casa, l’altro uomo ha violentato la donna rimasta in casa e per incastrarla affinché non dicesse niente e si vergognasse di quello che era accaduto, l’uomo ha filmato il loro rapporto. La donna proprio grazie a questo filmato ha denunciato il coinquilino facendolo arrivare in prigione.
Questo è un piccolo esempio straordinario della commistione culturale che sta avvenendo, da una parte c’è una cultura tradizionale e dall’altra una cultura che ha acquisito degli strumenti di un’altra cultura, i suoi strumenti, convinto che sia un espediente per incastrare la donna, che sarebbe stata in qualche modo allontanata dalla comunità, la donna con lo scatto in più, come sanno fare le donne, con un’intuizione sulla realtà, utilizza il filmino per incastrarlo. E’ il momento in cui le due culture si intersecano e si scopre che sta accadendo qualcosa di nuovo. I cambiamenti che stannoavvenendo sono globali, basti pensare ai BRIC, la loro importante presenza, mentre noi siamo bloccati a capire se la globalizzazione è bella o brutta, abbiamo intanto 800000000 di persone che vi si affacciano. Per la nostra cultura dovrebbe essere vista come la più grande occasione di riforma del pensiero culturale.
Biogenetica
L’unico elemento culturale nuovo, che però viene preso poco in considerazione, nonostante le ampie tematiche che annovera. Ormai conosciamo cosa succede nel fin di vita, sappiamo come si nasce, come si vive, cosa accade quando si ama e cosa succede quando si muore. Affrontare delle scelte all’interno delle tematiche della biologia, risulta essere un cambiamento culturale che se verrà pienamente affrontato, segnerà la nuova epoca, quella del post-umano, ovvero la liberazione della sessualità, cambiano i ruoli, i modi e le modalità ma stiamo impiegando risorse e metodologie politiche vecchie che non ci permettono di affrontare incredibili innovazioni che abbiamo di fronte. La cultura politica non ha affrontato le innovazioni e le scoperte biologiche, che non hanno permesso quindi di innovare il pensiero bioetica, e, più in generale, l’autocomprensione dell’uomo. Le tematiche della scienza in politica, superano di gran lunga i confini della riflessione bioetica che alcuni partiti, movimenti culturali e associazioni sono stati chiamati ad elaborare. Nello stesso tempo, però, esso costituisce un tema politico fondamentale, che non può essere eluso, proprio a ragione della sua assoluta radicalità.
Le prossime sfide sociali saranno legate alla possibilità di decidere come far nascere, scegliere i propri figli, potranno permetterselo solo le classi sociali più abbienti, questa è la nuova divisione di classe, di casta, il nuovo conflitto sarà la possibilità di scegliere il futuro delle prossime generazioni. Un tema non ancora trattato, possiamo però prenderci lo spazio e farci portatori dei nuovi diritti civili, si parla di politica in senso ampio, esserne a favore significa essere a favore dello sviluppo economico, ci sono studi che dimostrano che con l’aumento delle libertà individuali si favorisce una liberazione di energia, si favorisce quindi lo sviluppo economico.
Al centro c’è la persona, l’individuo al centro della realtà, gli stessi individui che si sposano, si uniscono in organizzazioni, partiti, sindacati, ma è l’individuo che conta, con la sua emancipazione si può dare una propulsione allo sviluppo economico, liberare l’individuo non è un concetto distante a riformare in senso uninominale la legge elettorale, dove si sceglie un candidato e non l’apparato che gli sta attorno. Essere a favore dei diritti civili e delle libertà individuali significa dare quindi una spinta economica, esserne a favore, significa anche prendere atto delle diversità di cui la società è composita, liberiamo questa complessità, questa molteplicità di identità, partecipiamo alla lotta per i diritti civili, le più grandi ingiustizie del nostro tempo.
Ripartire dalla consapevolezza che la società è ingiusta deve essere il nostro manifesto, questo dà senso alla politica, la politica riformista è politica che cambia lo stato di cose ingiuste, poichè questa seconda repubblica è all’insegna della conservazione o delle false riforme e si finisce per percepire la politica come conservazione dell’ingiustizia poi, essendo italiani subito partono le strategie di adattamento. Non siamo francesi, non siamo portati per le rivoluzioni. Se la politica ha senso di riforma dell’ingiustizia, possiamo convincerci, convincere e essere vincenti tra la gente.
La nostra generazione ha bisogno di questo, di affacciarsi alle nuove sfide, con l’aiuto, il ponte della generazione precedente, perché siamo comprensibilmente deboli per le tante ragioni: economiche, strutturali e culturali. Abbiamo una storia di grandi statisti e pensatori socialisti, ma iniziamo noi a guardarci avanti, cosa significa per me, che non ho una cultura politica familiare, interessarmi e guardare avanti partendo dall’essere socialista oggi, cioè cosa significa essere socialista oggi? Per me oggi chi pensa di essere socialista, non può porsi il problema di rivendicare il concetto di giustizia, declinato in tantissimi modi diversi. Nel mio piccolo se devo declinare il tema dell’uguaglianza, oggi, lo declinerei sulla biogenetica, sull’avvento per la prima volta nella storia dell’umanità dei nostri secoli di due terzi degli abitanti del pianeta che erano spazzati fuori, ma che per la prima volta entrano, anche in
maniera prepotente, la Cina anche in qualche modo inquietante, unendo l’autoritarismo comunista ed economia capitalistica, una miscela pericolosa, con cui comunque dobbiamo fare i conti.
Rispetto queste sfide nuove il nostro paese è fermo sulla questione morale e la sinistra è pericolosamente bloccata su questi temi, un giudice e un Presidente del Consiglio fermi su un processo mai celebrato, che ha bloccato il paese.
Abbiamo invece di fronte una crisi mondiale è una delle più grandi opportunità. C’è il rischio di ottenere una maggiore ingiustizia e un nuovo scontro di civiltà, ma costruendo uno nuovo stare bene insieme, nel post-umano, ridiscutendo cos’è la civitas del 2011, cosè la polis, quali sono le nostre responsabilità, e cosa possiamo impegnarci a fare, all’interno di un contesto di diversità sociali e culturali.
Guerrino Macori
FGS Pisa