26 01 2012

La flexsecurity sicuramente può essere un mezzo importante per redistribuire occupazione, ma bisogna essere cauti ad introdurre ulteriore flessibilità nel mondo del lavoro italiano. Purtroppo la flessibilità adottata fino ad adesso è servita solamente per raggirare spese oggettivamente elevate nella distribuzione di occupazione stabile, questo significa di non dover cancellare l’aggettivo “flex” nel nostro mercato del lavoro ma determinare delle regole da cui possiamo stabilire dove la flessibilità è necessaria e soprattutto utilizzare questi “alleggerimenti di contratto ” per inserire stabilmente il soggetto in questione. Stesso discorso vale per l’art.18, purtroppo quando in Italia si dibatte su questioni del genere ci ritroviamo a schieramenti pro e contro ma mai si hanno proposte riformatrici. Per quanto riguarda la legge sui licenziamenti a mio parere andrebbero stabilite in maniera più chiara le così dette giuste cause di licenziamento, perché fino ad ora ci sono state sempre delle interpretazioni un pò soggettive delle regole. Tornando al mercato del lavoro, come principio secondo me, sarebbe necessario invertire la tendenza del nostro fisco sul lavoro, ovvero favorire fiscalmente le aziende che assumono stabilmente e aumentare la pressione invece per chi assume a tempo. La flessibilità in questo caso deve essere utilizzata per sperimentare e formare il lavoratore prima dell’assunzione stabile, per questo motivo è necessario riformare i contratti di apprendistato differenziandone la durata, la retribuzione e i contributi nelle varie categorie. Questo principio andrebbe adottato anche per quanto riguarda i pensionamenti, perché quando richiediamo sacrifici e allungamenti dell’età pensionabile bisognerebbe assolutamente differenziare le categorie alle quali vogliamo chiedere dei sacrifici. Ci terrei a ricordare che queste proposte sono sì, investimenti nel mondo del lavoro, ma solo incentivando questo settore possiamo dare la possibilità alle famiglie di affrontare il caro vita più alto perché come la finanza ci insegna, maggiore è il welfare e maggiori sono i consumi e se maggiori sono i consumi anche il lavoro è più richiesto e la catena si forma e l’economia si muove nella giusta direzione.

Riccardo Alderigi
FGS Toscana





Davide Sallustio nuovo segretario provinciale FGS Lucca

25 01 2012

In data venerdì 20 gennaio, è stato nominato il nuovo segretario provinciale dei giovani socialisti di Lucca. Il neo coordinatore è Davide Sallustio, residente a Lucca, dipendente pubblico dell‘Azienda USL 12 Versilia, Rsu e dirigente sindacale all‘interno della stessa. Per chi volesse entrare in contatto con la federazione giovanile socialista di Lucca può chiamare il numero 3286798260 o mandare una mail a: davidesallustio@alice.it .





IO….PSI

13 01 2012





LA FGS TOSCANA SULLA LIBERALIZZAZIONE DEGLI ORARI

9 01 2012

La Federazione dei giovani socialisti come le associazioni dei consumatori credono che le liberalizzazioni possano favorire lo sviluppo, l’occupazione e il commercio. A differenza del presidente della regione Toscana Rossi, non riteniamo che i diritti familiari della persona e la sua condizione di vita si modificherebbero “in modo selvaggio” e forzato, bensì solo volontario ed in nome di una sana concorrenza che il mercato oggi richiede in tutti i settori, nulla sarebbe inficiato o cancellato relativamente al sacrosanto diritto al riposo o al giorno festivo. Tale cosa ha un carattere puramente indicativo e il libero arbitrio nella questione di restare aperti o chiusi equivale solo ad una libertà ulteriore dell’individuo, che in un certo momento della sua vita, a causa del continuo aumento delle spese e dell’imposizione fiscale, ha la possibilità di decidere se aumentare le sue entrate economiche con un ulteriore “sudore della sua fronte”.

Non riteniamo nemmeno che ci siano le condizioni per un ricorso alla Corte costituzionale, perché il governo è intervenuto sulla libera concorrenza, che è materia di competenza statale.

Il commercio, invece, è di competenza regionale, l’amministrazione Toscana dovrà quindi, invece di ricorrere alla corte costituzionale, attuare pragmaticamente, un quadro normativo di disciplina regionale onde evitare enormi scompensi tra grande e piccola distribuzione, garantendo più servizi e contribuendo a far crescere l’economia senza intaccare la libertà personale di un commerciante.

 

Rossi Valerio

Riccardo Alderigi

Davide Sallustio

FGS Toscana





2 01 2012

E’ un fine anno un po’ bizzarro, un po’ strano, quello che ci ha appena lasciato, con una serie di particolarità.

In Italia, i sindacati, dopo anni di divisioni, si sono riuniti per manifestare contro la manovra economica del governo, e hanno protestato anche il giorno di Natale, lasciando così intendere che proseguiranno anche nei prossimi giorni e nell’anno a venire.

La protesta, nasce dal fatto che, la manovra economica è di tipo recessivo è che, al di là di quello che il Governo possa assicurare, necessiterà di ulteriori “aggiustamenti” se non di nuove manovre nei prossimi mesi, sempre a danno dei cittadini, per ora solo promesse per il rilancio dell’economia, è c’è già disaccordo in parlamento sulle proposte.

E’ stato infatti calcolato che, la cosiddetta “manovra 1” farà mancare circa 100 € al mese ad ogni cittadino Italiano; ed è solo l’inizio, quello che aspetta all’Italia nei prossimi anni sono due manovre da 40 miliardi per il 2012 e il 2013, più altre manovre correttive per pareggiare il bilancio nel 2013. Tutto ciò porterà l’Italia, ad una recessione che avrà impatti fortissimi sull’occupazione e su tutto il tessuto sociale.

A ciò fanno contrasto gli USA di Obama, i quali per Natale varano una finanziaria da 1.000 mld di dollari evitando la temuta paralisi del finanziamento dell’attività dello Stato federale e difendendo così il risparmio di quasi 160 Milioni di americani per un ammontare di circa  1.500 dollari per le famiglie e consentendo alle piccole imprese di avere più denaro per assumere lavoratori e rilanciare la crescita.

Il Natale appena passato, ci lascia con un assaggio di quello che può essere l’inizio della crisi Italiana, è stato infatti questo, il Natale più povero degli ultimi dieci anni, con acquisti in picchiata, gli Italiani hanno risparmiato addirittura sul cibo (si valuta intorno ad un -18%, circa 400milioni di euro in meno solo tra il 20 e il 25 dicembre), sintomo questo di una difficoltà ad arrivare alla fine del mese con lo stipendio.

Considerando poi il fatto che numerose aziende, visti i “cali” di lavoro e le difficoltà a reperire denaro anche per riscuotere i lavori fatti, non hanno potuto pagare le tredicesime ai loro dipendenti onde evitare il licenziamento degli stessi, o peggio, la chiusura dell’azienda stessa, si capisce che, anche l’inizio dell’anno nuovo non sarà roseo; stiamo parlando infatti di quella miriade di piccoli imprenditori dell’artigianato Italiano, proprietari di piccole aziende sulle quali si fonda la loro vita oltre che i loro guadagni.

Uno stimolo, seppur temporaneo e limitato ma che avrebbe, a nostro avviso, ricadute positive sotto tutti gli aspetti, sarebbe quello di intervenire sul “Patto di stabilità”, allentandone le “maglie”.

Può sembrare un argomento “da ragionieri” e di poco interesse ma, se capito veramente, capiamo che è uno snodo fondamentale che si ripercuote sulle finanze degli enti locali in crisi e di conseguenza sulle tasche dei cittadini, sbloccare infatti, somme già presenti nelle casse dei vari enti, per pagare lavori già ultimati dalle aziende senza avere “vincoli europei”, permetterebbe di sbloccare svariati milioni di euro che gli enti hanno già speso ma che non possono pagare a quelle imprese che hanno effettuato i lavori. A questo va’ aggiunto l’obbligo degli gli enti al pagamento entro i termini stabiliti dalla legge, senza far attendere oltre le nostre imprese che rischiano di chiudere in attesa del pagamento per le forniture e i lavori effettuati. Lo stato Italiano e gli enti locali hanno già questo denaro, già stanziato e non più utilizzabile per altri fini, chiediamo solamente quindi che vengano pagati in fretta dando così una “boccata di ossigeno” all’economia, il rischio adesso è molto alto, per tutta la società.

 

 

 

 

 

Rossi Valerio

Giovani Socialisti Toscana








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