In questi ultimi mesi si è tanto parlato di immigrazione e integrazione e proprio su questi temi si è discusso all’interno della festa regionale dei giovani socialisti svoltasi a Pisa.
Proprio “Integrazione politica degli stranieri a Pisa: opportunità o pericolo?” è stato il titolo del dibattito, un’importante iniziativa organizzata dalla Federazione dei Giovani Socialisti Toscani (FGS), coordinata da Andrea Panerini e che ha visto la partecipazione di Guido Frati (Presidente del Centro Mondialità Sviluppo Reciproco CMSR – Livorno), Maria Paola Ciccone (Assessore alle Politiche sociali del Comune di Pisa), Modou Ndao Khabane (Presidente Consulta Stranieri Pisa), Xia Feng (Presidente degli Studenti Cinesi di Pisa), Matar Ndyae (Presidente del Consiglio degli stranieri), Patrizia Marchetti (Segretario Prov. PSI Pisa) e Rolando Vivaldi (Coordinatore cittadino PSI di Pisa).
Anche in Toscana e nella provincia di Pisa il fenomeno dell’immigrazione ha assunto un’importanza fondamentale per cui abbiamo ritenuto dibattere con le istituzioni ma anche con le associazioni di questa tematica, proprio per capire se l’integrazione fosse un’opportunità per tutti o un rischio. Nel corso del dibattito si è passati dall’integrazione alla legalità, fino alle possibilità per le nuove generazioni.
L’iniziativa dei Giovani Socialisti toscani, che sarà seguita da altre manifestazioni, vuole essere un tentativo di portare avanti quel dialogo tra
culture che da sempre caratterizza l’azione politica dei socialisti. L’obiettivo dei giovani socialisti è contribuire a dare risposte alle innumerevoli istanze economiche, lavorative, assistenziali, educative e culturali che l’integrazione pone, nel rispetto della legalità e dell’identità nazionale ed europea.
L’FGS, in collaborazione con il Partito Socialista e il Laboratorio Socialista, organizzerà a breve un incontro sulla promozione del voto agli immigrati, a quella seconda generazione, a quei giovani italiani a cui manca soltanto la cittadinanza.
Appuntamenti come questi sono un’occasione importante per sgombrare il campo dai dannosi pregiudizi e da quelle paure che, invece di essere razionalizzate, sono diventate, purtroppo, il cavallo di battaglia delle forze di governo. Compito di una classe politica seria è invece quello di favorire la reciproca comprensione, non alimentare lo scontro. Nel pieno riconoscimento di quei valori nazionali e repubblicani, messi in dubbio proprio dai fautori di identità mitologiche e contraddittorie, come l’inesistente Padania o di un Cristianesimo inteso, paradossalmente, come muro divisorio e invalicabile. Garantire un futuro di rispetto e integrazione ai giovani, passando in primo luogo verso la difesa di una scuola laica, patrimonio di tutti coloro che vivono in questo paese, al di là delle differenze religiose e culturali. È lì il terreno comune su cui costruire l’Italia multietnica del futuro, basata sui pilastri irrinunciabili della democrazia, della libertà e della giustizia sociale.
FGS Toscana