SIENA: RIFLESSIONI SUL FUTURO DELL’ATENEO

18 06 2010

I giovani socialisti toscani, riuniti presso la sede della Federazione Provinciale di Siena il giorno 11 giugno 2010 per dibattere sulle problematiche relative alla Formazione Giovanile, alla Scuola Pubblica e all’Università, esprimono forte preoccupazione per il futuro dell’Ateneo senese. L’aumento delle facoltà, l’espansione dei corsi di laurea e delle sedi distaccate, unitamente ad una politica del personale più attenta al numero delle assunzioni che alla qualità del personale, se da una parte ha rappresentato la funzione di ammortizzatore sociale, aspetto non trascurabile in una provincia come quella di Siena la cui economia è basata sul settore terziario, dall’altra ha avuto una ricaduta negativa sui conti, sulla qualità dell’insegnamento e sull’immagine stessa dell’ateneo. Nel ritenere insufficienti le misure adottate fino adesso, come la vendita del Policlinico alla Regione Toscana, per garantire il rilancio, lo sviluppo e la riappropriazione del ruolo che spetta a questa importante istituzione senese per la sua storia e la sua tradizione, invitano le istituzioni e le forze politiche ad un esame critico sulle scelte attuate in passato e all’individuazione di nuove strategie, a partire dalle persone che dovranno gestire questa fase così delicata in un momento di crisi economica e sociale di cui al momento non si intravedono gli sbocchi.
“Il progetto del Polo Unico regionale messo in campo dal Presidente Rossi potrebbe essere una buona risoluzione dei problemi – commenta Luca Baragatti, segretario regionale FGS Toscana – perché garantirebbe l’eccellenza degli insegnamenti in tutta la Regione. Ma il ‘buco’ finanziario dell’ateneo senese è assai preoccupante in quanto si naviga a vista senza intravedere significativi progressi: i giovani socialisti sarebbero favorevoli a tagliare quindi i corsi inutili e poco redditizi, così come propongono di chiudere le molte sedi distaccate che rendono l’ateneo di Siena troppo frammentato con ingenti sperperi di denaro”.
“Affinchè Siena possa tornare a giocare un ruolo di eccellenza – conclude Baragatti – si dovrà attuare una governance diversa dall’attuale ridisegnando le virtù che hanno sempre contraddistinto nella storia Siena”.

FGS Siena





UNIVERSITA’, ISTRUZIONE E FORMAZIONE

9 06 2010

La Federazione giovanile Socialista della provincia di Siena organizza perVenerdì 11 Giugno 2010 alle ore 18 presso la sede provinciale del PSI a Siena in via Massetana un dibattito – incontro sull’Università, sulla Istruzione Pubblica e sulla formazione.
Nel corso dell’iniziativa, presieduta dal coordinatore della FGS di Siena Niccolò Malacarne, interverranno Riccardo Martinelli della Fondazione Monte dei Paschi, Franco Pazzaglia della segreteria regionale del PSI, Eleonora Scricciolo della Uil settore scuola.
Conclude Luca Baragatti, segretario regionale dei giovani socialisti della Toscana.





RILANCIARE LE POLITICHE DEL LAVORO IN MODO RIFORMISTA

30 04 2010

I giovani socialisti toscani hanno fissato come uno dei principali obiettivi politici da raggiungere il tema del “lavoro e del welfare” per cui a parer nostro è giusto contribuire e partecipare nelle discussioni con nostre idee, proposte e quant’altro. Quando si parla di lavoro, bisogna ovviamente tener conto di vari fattori: l’occupazione e la disoccupazione, la sicurezza, le previdenze sociali, la legalità, la scuola intesa come professionale e quella che permette l’accesso alle Università, e, non ultime, le politiche sociali. Viviamo oggi in una situazione dove esistono molte tipologie di contratto, queste spesso portano alla precarietà anzichè alla flessibilità come avrebbe inteso Marco Biagi, ancora oggi “ricordato” negativamente per le sue proposte. Per creare un mondo del lavoro aperto e dinamico, si dovrebbe proporre la vera e mera applicazione della legge 30, ossia la flessibilità che purtroppo è divenuta precarietà. Arrivati al 2010, in una situazione di grave crisi, con la disoccupazione che cresce enormemente, tutti sanno che il “posto fisso” è quasi un miraggio Crediamo quindi che, fatta la premessa di un mercato aperto sia a livello nazionale che internazionale, debba crearsi una mobilità dei lavoratori di qualunque livello senza però scongiurare chi si accontenta di un lavoro per tutta la vita. Ovvio che per cambiare lavoro di frequente è opportuno siano inseriti gli ammortizzatori sociali di cui prima si parlava, altrimenti un lavoratore rischierebbe di stare senza stipendio per mesi finché non viene riassunto. Da qui tutta l’attenzione a una flexsecurity che tenga d’occhio quella che è la realtà. Insomma bisognerebbe rilanciare le politiche del lavoro in senso socialista, liberale e di profilo riformista. Certo è che applicare una riforma netta come questa bisognerebbe coinvolgere i lavoratori, le associazioni e ovviamente le parti sociali che in questi ultimi anni si sono dedicate alla difesa strenue del lavoro fisso e dell’età pensionistica. In materia previdenziale bisogna rilanciare una proposta seria e coerente che rispecchi anche situazioni sociologiche ben definite, e quindi male chi si batte per scaloni e scalini in quanto prima bisognerebbe fare una valutazione opinata dei lavori usuranti e non usuranti, e poi creare soglie pensionistiche. Esemplificando non si può far andare in pensione con gli stessi anni di anzianità il minatore e l’impiegato. Sbagliato, a nostro avviso, anche fissare soglie pensionistiche a 58/60 anni perchè la vita media dell’uomo e della donna sono aumentate considerevolmente, e visto che le pensioni gravano sui bilanci statali e dell’INPS, per cui è giusto riguardare questo fatto e accettare l’età pensionabile in 65 anni con le ovvie differenziazioni per i lavori usuranti. Il tema del welfare deve per forza risolvere e sviluppare il patto tra generazioni. Riagganciandosi al tema della flessibilità, vogliamo poter parlare delle politiche sociali: come detto, la flessibilità promuove la mobilità delle persone per cui queste avranno la necessità di vivere in una casa, che evidentemente non deve essere forzatamente di proprietà: così bisogna riguardare e controllare il valore degli affitti. A volte non c’è il coraggio di spostarsi da casa propria, ma talvolta da quella dei genitori, perché a causa di lavori precari e mal pagati, non si può né affittare una casa tanto meno chiedere un mutuo o un prestito alle banche per l’acquisto. D’altronde come prevede l’art. 1 della Costituzione, la Repubblica è fondata sul lavoro. E senza lavoro non si vive, almeno onestamente e nella legalità. Da qui si può passare a un altro aspetto del lavoro, ossia la competenza. La competenza che si riallaccia anche alla propria formazione scolastica, la si potrà ottenere solo e soltanto se le scuole alzeranno il loro standard di insegnamento. Specialmente le scuole superiori non devono essere oggetto di riforme sugli anni dell’obbligo allo studio, o su materia talvolta inutili, ma devono riuscire a completarsi per dare insegnamenti di livello alle future generazioni che dovranno immettersi nel mondo del lavoro e competere con i coetanei degli altri Stati. Quindi ci rivuole una scuola che sia professionale e insegni il mestiere e un’altra scuola che permetta l’accesso degno e preparato alle Università che prepareranno individui teorici in materie umanistiche e scientifiche. Solo così, con l’aggiunta di corsi di preparazione, di formazione e di aggiornamento in itinere, potremmo avere qualità e quantità qualificata sui post di lavoro che, secondo me, andrebbe a limitare quanto meno anche gli incidenti gravi e meno gravi che tutt’oggi si verificano. Palese e fondamentale è che scuola e università possano “sfornare” buoni o ottimi livelli di forza lavoro, per ciò che riguarda la sicurezza dei luoghi di lavoro ci deve essere il rigoroso e continuo intervento di ASL, ispettorati, Guardia di Finanza, e in particolar modo dei sindacati. Noi speriamo di aver contribuito a rilanciare una discussione forte sul lavoro, lo abbiamo fatto qualche mese fa e lo riproponiamo in vista dell’ 1° Maggio, la festa dei lavoratori e, ahinoi, da qualche tempo, la festa anche dei disoccupati, dei cassaintegrati e dei licenziati. Sperando che i venti di crisi possano cessare presto, domani tutti noi saremo nelle piazze a partecipare a fianco dei sindacati e soprattutto dei lavoratori ai vari cortei. FGS Toscana





I prossimi appuntamenti con “Officina delle idee”

6 02 2010

La Federazione Provinciale FGS Firenze, in accordo con la segreteria regionale toscana della FGS, ha delineato gli incontri che saranno inclusi nella “Officina delle idee”, spazio dove associazioni e cittadini potranno dibattere e informarsi su alcuni temi selezionati.
Il primo appuntamento sarà il 18 Febbraio alle ore 17.30 presso la saletta del Circolo Pescetti in via Bellini 14 a Firenze dove tratteremo la questione della mobilità fiorentina, poi il 4 marzo alla stessa ora e nello stesso luogo parleremo di commercio e il 18 marzo di lavoro e formazione.
Lo scopo è quello di capire che cosa pensano i cittadini circa queste tematiche e di favorire un contatto sempre più vicino tra cittadini e politica: dopo ogni riunione sarà stilato un documento che verrà successivamente presentato e discusso con le istituzioni locali e regionali.
L’Officina delle Idee proseguirà – anche dopo le elezioni regionali – sempre su tematiche della vita quotidiana dei cittadini fiorentini e di quelli toscani.
Per maggiori informazioni e per i resoconti degli incontri potete consultare www.fgstoscana.org








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