Evoluzionismo e Creazionismo non si possono considerare antitetici. Uno è una teoria scientifica, supportata da tracce sperimentali, l’altra è una credenza, come il creazionismo religioso, dove la specie umana è stata creata da una o più divinità o dagli extraterrestri. A dire questo non è un movimento politico giovanile che vuole diffondere gli ideali del socialismo nel contesto di un sistema democratico, nell’autonomia decisionale rispetto a ogni condizionamento ideologico, morale o religioso altrui, ma a farlo lo rivelano pubblicazioni scientifiche, dati oggettivi, esperimenti. Un conto è lo studio dell’evoluzione e un conto è lo studio dell’origine della vita. Filosofia. In questo contesto il vicepresidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche, prof. Roberto de Mattei, è stato travolto da una polemica mediatica per aver curato la pubblicazione del volume Evoluzionismo: il tramonto di una ipotesi”, e aver promosso un workshop internazionale che si è svolto presso la sede centrale dell’ente. Gli antievoluzionisti tendono a distinguere la biologia dal modo di pensare, nella loro dialettica ci sono termini importanti, come il creazionismo scientifico e il disegno intelligente, per loro l’evoluzionismo non è la disciplina praticata da coloro che indagano sull’evoluzione, biologi molecolari, biotecnologi, ma una posizione filosofica; miglioramento progressivo nel tempo dei viventi invece che cambiamento dei viventi nel tempo.
L’evoluzione teorizzata da Darwin e perfezionata mediante le tecnologie moderne non sono ideologia o approssimazione, sono Scienza. Il creazionismo è un dogma, si può aderire solo mediante atto di fede. Chi difende l’ipotesi della creazione di solito lo fa con la Bibbia in mano, e non pretende di parlare in nome della scienza. Altrimenti vorrei chiedere al prof. De Mattei alcune cose:
[..Caro Vicepresidente de Mattei, mio padre possiede una fattoria vicino Roma. Vìola il Levitico (19:19) piantando due differenti colture nello stesso campo, e mia madre indossa spesso vesti di due tipi tessuto (spesso cotone e acrilico ma a volte elastam e poliammide). Inoltre continuano a lavorare anche il settimo giorno della settimana. L’Esodo (35:2) dice chiaramente che dovrebbero essere messi a morte. Sono moralmente obbligato ad effettuare l’esecuzione personalmente e risolvere il tutto come un affare di famiglia?]
Poi ci sono altre considerazioni, secondo de Mattei, sempre vicepresidente del CNR (!) il disastro giapponese dovrebbe rientrare nel disegno divino e potrebbe essere una punizione, “esigenza della giustizia di Dio”. Poi citando le dichiarazioni del monsignor Mazzella, arcivescovo di Rossano Calabro ha riportato: “Se la Terra non avesse pericoli, dolori, catastrofi, eserciterebbe su di noi un fascino irresistibile e dimenticheremmo troppo facilmente che noi siamo cittadini del cielo, le catastrofi sono i giusti castighi di Dio, alla colpa del peccato originale si aggiungono le nostre colpe personali e quelle collettive, e mentre Dio premia e castiga nell’eternità, è sulla terra che premia o castiga le nazioni”.
Poi per fortuna la nota ufficiale “Il volume non esprime la voce ufficiale del CNR” dice il presidente dell’ente prof. Luciano Maiani aggiungendo che “il carattere aperto della ricerca intellettuale e la mia personale contrarietà a ogni forma di censura delle idee. La libertà di espressione è un bene garantito dall’articolo 21 della nostra Costituzione”.
Questo principio dovrebbe essere il faro, la scienza deve essere libera in uno stato libero ma, da ogni interdizione di tipo politico e religioso.
Insomma: avrete capito che di biologia si è parlato ben poco. Il vero problema forse non è di tipo scientifico, ma piuttosto è politico: cosa ci fa una persona che non crede che la vita sulla Terra abbia una storia alla vicepresidenza del Centro Nazionale delle Ricerche?
Guerrino Macori