La crisi sia pagata da tutti,in modo giusto e equo

14 08 2011

“La situazione socio-economica e politica italiana e’ assai preoccupante, forse e’ la prima volta dal dopo guerra che dobbiamo affrontare una delicata fase che non sara’ solo di transizione bensi’ lacerera’ il gia’ fragile tessuto sociale del Paese”. Cosi’ Luca Baragatti,segretario dei giovani socialisti toscani e membro della segreteria regionale del PSI, commenta il difficile momento di crisi.
“Essere commissariati dalla UE non e’ stato edificante, ma sara’ la nostra fortuna onde evitare debacle simili ad altre nazioni europee. Bisogna pero’ contribuire tutti al superamento della crisi ritrovando quello spirito unitario che ha sempre contraddistinto gli italiani nei momenti poco floridi pagando in modo equo per quanto si guadagni, tagliando la spesa pubblica e creando nuove possibilita’ di lavoro e investimento su tutto il territorio nazionale”.
“Per fare questo pero’, conclude Baragatti, e’ utile che il Governo vada a casa subito lasciando spazio a un esecutivo di responsabilita’ nazionale che si impegni a risollevare le sorti del Paese e che modifichi la legge elettorale ripristinando il voto di preferenza: questo permettera’ agli italiani di tornare a fidarsi della politica scegliendo da chi farsi rappresentare”.

Luca Baragatti
PSI – Fgs Toscana





LA NORVEGIA SIAMO NOI

30 07 2011

Norvegia, quanti morti… 76 giovani vite, per la maggior parte ragazzi e ragazze tra i 16 e 25 anni, spezzate dalla furia omicida di un uomo (se si può definire tale) che ha utilizzato, per compiere questa assurda carneficina, un particolare tipo di pallottole proibite dalle leggi internazionali. 
Questa vicenda ci ha profondamente turbati, come è possibile essere così impotenti davanti a questi atti?ci chiediamo, perché? Con quale scopo?
Nell’immaginario collettivo la Norvegia è un paese caratterizzato da un’apertura mentale tale da non rendere neanche pensabili discriminazioni di alcun tipo, sia dal punto di vista culturale che sociale, e almeno fino a poco tempo fa sicuro. Basti pensare al fatto che la polizia era disarmata e i politici giravano senza bisogno di scorte, una sicurezza ormai perduta.
Si può cercare di arginare questa situazione di crescente insicurezza ritenendo che l’assassino “Anders Behring Breivik” ha agito da solo, che è un singolo pazzo il quale non segue regole, personalmente non lo credo. Anzi, ritengo che sono presenti, nel meticoloso e spietato disegno organizzativo della carneficina, tratti di quel fondamentalismo Islamico che stiamo cercando di combattere, follia di una ideologia malata e ottusa che trova la sua forza nell’estremismo religioso.
E’ possibile trovare quindi delle analogie tra un guerrigliero Jihadista arabo e Anders?
Secondo me, si può parlare di due facce della stessa medaglia: entrambe cariche d’odio verso chi non la pensa come loro, tanto da uccidere e anche da perdere la vita per le proprie convinzioni fino ad arrivare al punto di fare qualcosa di “doloroso ma necessario” per onorare i “fratelli mussulmani” o, nel caso Norvegese , per difendere ” l’europa cristiana”.
Entrambi fomentati da organizzazioni più o meno lecite (al-Quaida, o presidenti Iraniani per gli arabi o associazioni filofasciste, filonaziste e politici europei guidati da esponenti dello stampo di Borghezio per gli europei) qual’è la differenza?
Noi Siamo socialisti, convinti nemici di ogni cultura prepotente che pretende di opprimere gli uomini e i deboli e crediamo nel socialismo: quello che ha combattuto contro Re, Papi, Fascisti e Comunisti, adesso ci troviamo a “fare i conti” contro l’integralismo islamico, ma forse, non è sempre stata la stessa battaglia?
Anders è un figlio dell’odio e dei pregiudizi che dilagano oggigiorno nel mondo, strumento di ideologie violente sempre vive e mai del tutto concluse che noi socialisti ripudiamo fermamente.
Noi difenderemo libertà e libero pensiero e combatteremo l’ingiustizia, l’intolleranza e la povertà FINCHE’ SARA’ NECESSARIO come facciamo e come abbiamo sempre fatto, dalla fine dell‘800 non solo in Italia, ma nel mondo!

IL COORDINAMENTO FGS PISA





NOI VOTIAMO 4 SI

28 05 2011

NOI NON CI FIDIAMO, VOTIAMO  SI PER DIRGLI  NO!

FAI ANCHE TU LA STESSA SCELTA!

WWW.FGSTOSCANA.ORG





ELEZIONI AMMINISTRATIVE: UN BUON RISULTATO PER I GIOVANI SOCIALISTI

20 05 2011

“Le ultime elezioni amministrative in Toscana sono state molto soddisfacenti, il PSI è vivo e si conferma in crescita, questo anche all’impegno dei tanti giovani che hanno sostenuto in prima persona o solo come militanti le liste sui territori”. Così Luca Baragatti, segretario dei giovani socialisti toscani commenta i risultati del voto.
“Abbiamo eletto un consigliere, Gianluca Annulli, nella città di Chiusi ma anche i risultati degli altri giovani nelle liste a Siena o nella provincia di Pisa sono stati importanti. Un grazie a tutti perché coraggiosi di mettersi in gioco in un momento difficile per il PSI, come per esempio la compagna Casarosa a Cascina che ha fatto una campagna elettorale basata sul porta a porta e sull’impegno”.
“La forza e la determinazione dei ragazzi e delle ragazze socialisti toscani ha portato a un risultato importante per la FGS in quanto il lavoro svolto per il reclutamento e la crescita ha appassionato chiunque, per cui – continua Baragatti – questo gruppo va salvaguardato e fatto crescere”.
Nei prossimi mesi dovremo svolgere il congresso regionale per il rinnovo degli organismi e il risultato ottenuto in questi due anni di lavoro fa presagire una continuazione di un percorso che ho sempre ritenuto valido, insieme alla segreteria regionale, per il rafforzamento del partito socialista: credo che per fare politica serva impegno, dedizione e coraggio anche perché non sempre cultura e titoli di studio rendono le persone migliori. Da questo punto di vista, la FGS Toscana è unita e cercherà di migliorarsi per ottenere altri buoni risultati.

Luca Baragatti
Segretario Regionale FGS





De Mattei dimissionario

11 05 2011

Evoluzionismo e Creazionismo non si possono considerare antitetici. Uno è una teoria scientifica, supportata da tracce sperimentali, l’altra è una credenza, come il creazionismo religioso, dove la specie umana è stata creata da una o più divinità o dagli extraterrestri. A dire questo non è un movimento politico giovanile che vuole diffondere gli ideali del socialismo nel contesto di un sistema democratico, nell’autonomia decisionale rispetto a ogni condizionamento ideologico, morale o religioso altrui, ma a farlo lo rivelano pubblicazioni scientifiche, dati oggettivi, esperimenti. Un conto è lo studio dell’evoluzione e un conto è lo studio dell’origine della vita. Filosofia. In questo contesto il vicepresidente del Consiglio Nazionale delle Ricerche, prof. Roberto de Mattei, è stato travolto da una polemica mediatica per aver curato la pubblicazione del volume Evoluzionismo: il tramonto di una ipotesi”, e aver promosso un workshop internazionale che si è svolto presso la sede centrale dell’ente. Gli antievoluzionisti tendono a distinguere la biologia dal modo di pensare, nella loro dialettica ci sono termini importanti, come il creazionismo scientifico e il disegno intelligente, per loro l’evoluzionismo non è la disciplina praticata da coloro che indagano sull’evoluzione, biologi molecolari, biotecnologi, ma una posizione filosofica; miglioramento progressivo nel tempo dei viventi invece che cambiamento dei viventi nel tempo.

L’evoluzione teorizzata da Darwin e perfezionata mediante le tecnologie moderne non sono ideologia o approssimazione, sono Scienza. Il creazionismo è un dogma, si può aderire solo mediante atto di fede. Chi difende l’ipotesi della creazione di solito lo fa con la Bibbia in mano, e non pretende di parlare in nome della scienza. Altrimenti vorrei chiedere al prof. De Mattei alcune cose:

[..Caro Vicepresidente de Mattei, mio padre possiede una fattoria vicino Roma. Vìola il Levitico (19:19) piantando due differenti colture nello stesso campo, e mia madre indossa spesso vesti di due tipi tessuto (spesso cotone e acrilico ma a volte elastam e poliammide). Inoltre continuano a lavorare anche il settimo giorno della settimana. L’Esodo (35:2) dice chiaramente che dovrebbero essere messi a morte. Sono moralmente obbligato ad effettuare l’esecuzione personalmente e risolvere il tutto come un affare di famiglia?]

Poi ci sono altre considerazioni, secondo de Mattei, sempre vicepresidente del CNR (!) il disastro giapponese dovrebbe rientrare nel disegno divino e potrebbe essere una punizione, “esigenza della giustizia di Dio”. Poi citando le dichiarazioni del monsignor Mazzella, arcivescovo di Rossano Calabro ha riportato: “Se la Terra non avesse pericoli, dolori, catastrofi, eserciterebbe su di noi un fascino irresistibile e dimenticheremmo troppo facilmente che noi siamo cittadini del cielo, le catastrofi sono i giusti castighi di Dio, alla colpa del peccato originale si aggiungono le nostre colpe personali e quelle collettive, e mentre Dio premia e castiga nell’eternità, è sulla terra che premia o castiga le nazioni”.

Poi per fortuna la nota ufficiale “Il volume non esprime la voce ufficiale del CNR” dice il presidente dell’ente prof. Luciano Maiani aggiungendo che “il carattere aperto della ricerca intellettuale e la mia personale contrarietà a ogni forma di censura delle idee. La libertà di espressione è un bene garantito dall’articolo 21 della nostra Costituzione”.

Questo principio dovrebbe essere il faro, la scienza deve essere libera in uno stato libero ma, da ogni interdizione di tipo politico e religioso.

Insomma: avrete capito che di biologia si è parlato ben poco. Il vero problema forse non è di tipo scientifico, ma piuttosto è politico: cosa ci fa una persona che non crede che la vita sulla Terra abbia una storia alla vicepresidenza del Centro Nazionale delle Ricerche?

Guerrino Macori





Il nostro tempo è adesso – la vita non aspetta

22 03 2011

Non c’è più tempo per l’attesa. E’ il tempo per la nostra generazione di prendere spazi e alzare la voce. Per dire che questo paese non ci somiglia, ma non abbiamo alcuna intenzione di abbandonarlo. Soprattutto nelle mani di chi lo umilia quotidianamente.

Siamo la grande risorsa di questo paese. Eppure questo paese ci tiene ai margini. Senza di noi decine di migliaia di imprese ed enti pubblici, università e studi professionali non saprebbero più a chi chiedere braccia e cervello e su chi scaricare i costi della crisi. Così il nostro paese ci spreme e ci spreca allo stesso tempo.

Siamo una generazione precaria: senza lavoro, sottopagati o costretti al lavoro invisibile e gratuito, condannati a una lunghissima dipendenza dai genitori. La precarietà per noi si fa vita, assenza quotidiana di diritti: dal diritto allo studio al diritto alla casa, dal reddito alla salute, alla possibilità di realizzare la propria felicità affettiva. Soprattutto per le giovani donne, su cui pesa il ricatto di una contrapposizione tra lavoro e vita.

Non siamo più disposti a vivere in un paese così profondamente ingiusto. Lo spettacolo delle nostre vite inutilmente faticose, delle aspettative tradite, delle fughe all’estero per cercare opportunità e garanzie che in Italia non esistono, non è più tollerabile. Come non sono più tollerabili i privilegi e le disuguaglianze che rendono impossibile la liberazione delle tante potenzialità represse.

Non è più tempo solo di resistere, ma di passare all’azione, un’azione comune, perché ormai si è infranta l’illusione della salvezza individuale. Per raccontare chi siamo e non essere raccontati, per vivere e non sopravvivere, per stare insieme e non da soli.

Vogliamo tutto un altro paese. Non più schiavo di rendite, raccomandazioni e clientele. Pretendiamo un paese che permetta a tutti di studiare, di lavorare, di inventare. Che investa sulla ricerca, che valorizzi i nostri talenti e la nostra motivazione, che sostenga economicamente chi perde il lavoro, chi lo cerca e chi non lo trova, chi vuole scommettere su idee nuove e ambiziose, chi vuole formarsi in autonomia. Vogliamo un paese che entri davvero in Europa.

Siamo stanchi di questa vita insostenibile, ma scegliamo di restare. Questo grido è un appello a tutti a scendere in piazza: a chi ha lavori precari o sottopagati, a chi non riesce a pagare l’affitto, a chi è stanco di chiedere soldi ai genitori, a chi chiede un mutuo e non glielo danno, a chi il lavoro non lo trova e a chi passa da uno stage all’altro, alle studentesse e agli studenti che hanno scosso l’Italia, a chi studia e a chi non lo può fare, a tutti coloro che la precarietà non la vivono in prima persona e a quelli che la “pagano” ai loro figli. Lo chiediamo a tutti quelli che hanno intenzione di riprendersi questo tempo, di scommettere sul presente ancor prima che sul futuro, e che hanno intenzione di farlo adesso.

TUTTI IN PIAZZA IL 9 APRILE
Adesioni su www.ilnostrotempoeadesso.it





BARAGATTI :DIFENDIAMO L’UNIVERSITA’ PUBBLICA, MA NO A VIOLENZ

20 12 2010

“Mercoledì ci sarà il voto al Senato sulla riforma Gelmini, speriamo solo che non sia un’altra giornata di tensione e violenza perché sarebbe l’ennesima pagina nera per il nostro Paese e lo svilimento della protesta dei vari movimenti studenteschi”. Così Luca Baragatti, segretario regionale dei giovani socialisti toscani, commenta la situazione verso l’approvazione del DDL Gelmini.

“Bisogna evitare in qualsiasi modo che gli scontri di Roma, certamente non organizzati dagli studenti, si ripetano perché è ingiustificabile che qualcuno possa liberamente usare il diritto a manifestare degli studenti per mettere a ferro e a fuoco Roma e i suoi cittadini screditando una protesta legittima ma sta anche agli organizzatori dei cortei segnalare alle forze dell’ordine eventuali infiltrati”.
“Per quanto riguarda il DDL credo – continua Baragatti – sarebbe meglio che il ministro Gelmini smettesse di mantenere un comportamento ferreo e chiamasse le varie organizzazioni studentesche e non a un tavolo per trovare una soluzione che possa andare incontro a tutti sebbene questa riforma non sia del tutto da bocciare: non si può dire che sia un totale disastro questo testo perché ci sono molte cose giuste su cui si può concordare ma altre rischiano di tagliare il diritto allo studio e alla ricerca dell’Università italiana”.

Luca Baragatti
Segretario Regionale FGS Toscana





Difesa e ripascimento della costa INDISPENSABILI per sostenere il turismo

20 12 2010

Il convegno organizzato dal Partito Socialista Italiano nella sede dell’APT di Marina di Massa ha dato risultati importanti sia per l’impegno della provincia in relazione ai lavori di ripascimento sul litorale di Marina di Massa sia per le informazioni generali sul turismo e sulle sue prospettive emerse dagli interventi.

Foltissima la platea di politici ed amministratori, ma anche di operatori, presenti ad una iniziativa che apre un periodo di riflessioni su programmi e attività amministrativa.

“Un’iniziativa utile a tutti e non solo agli amministratori socialisti, per fare il punto sullo stato dei lavori di ripascimento e difesa della spiaggia di Marina di Massa ma anche un’occasione per parlare di un turismo basato sulla qualità che deve essere sostenuto e accompagnato da un grande progetto che interessa la città e il territorio.”
Sviluppando questo concetto il sindaco di Massa, Roberto Pucci ha aperto così il suo intervento che non è stato solo di saluto formale al convegno organizzato dalla federazione provinciale del PSI di Massa Carrara assieme al gruppo consiliare in provincia sul tema “difendere la costa, dare un futuro all’economia sostenibile per sostenere e rilanciare il turismo e l’economia di costa”.
Pucci è poi entrato nel merito ricordando che “l’amministrazione comunale ha sposato l’obiettivo di sostenere il rilancio del turismo come attività complessa e non solo stagionale approvando un piano strutturale destinato a segnare un cambiamento profondo della costa stimolando investimenti di qualità su un progetto credibile e sostenibile e bene ha fatto il Partito Socialista a proporre la discussione su un argomento così importante come il turismo con tutte le sue possibili articolazioni”.

Gli obiettivi dell’iniziativa sono stati illustrati da Fabrizio Magnani, assessore provinciale alla difesa del suolo e alle politiche del mare che ha ripercorso le tappe che hanno portato alla scelta di una tipologia d’intervento che salvaguarda anche le caratteristiche dell’arenile di Marina di Massa senza interventi invasivi. “Un progetto importante, che comporta un investimento di trenta milioni di euro, finanziato dalla regione Toscana che vuole dare stabilità e prospettive alla costa nella consapevolezza che quello che viene investito nella tutela e nell’ampliamento delle spiagge attiva ricadute importantissime per l’intera economia.”

Dopo l’intervento dei tecnici che hanno illustrato le caratteristiche e lo stato di attuazione del progetto che potrebbe essere completato in tempi brevi, Alberto Ravecca, direttore dell’Istituto Studi e Ricerche ha fornito una serie di elementi utili alla valutazione delle ricadute degli investimenti nel settore turistico presentando anche i risultati di una ricerca condotta su turisti e residenti, sia di Massa che di Carrara che quasi all’unanimità ( l’80% a Carrara e il 76% a Massa) “attendono il completamento di grandi infrastrutture come la Pontremolese o la realizzazione del Porto Turistico come elementi essenziali per lo sviluppo non solo del turismo ma di tutta l’economia, soprattutto del segmento legato alla nautica da diporto che potrebbe contare su oltre quattro milioni di potenziali utenti. Ma deve essere ben chiaro – ha concluso Ravecca – che, di fronte ad una profonda trasformazione del tessuto economico provinciale il terziario deve assumere una dignità forte e riconosciuta.”

Per gli operatori del settore balneare, che sono intervenuti per ribadire le aspettative della categoria, è necessario che le opere di ripascimento si concludano al più presto per avere certezze sull’avvio della stagione turistica sul tratto interessato e su questo l’assessore Magnani ha assunto un impegno preciso: convocare, nei prossimi giorni, la ditta appaltatrice per metterla di fronte alle sue responsabilità e chiedere certezze sulla conclusione delle opere che esigono il massimo impegno.

È stato Angelo Zubbani, sindaco, di Carrara e segretario provinciale del PSI a concludere i lavori annunciando una seconda iniziativa da tenere questa volta a Marina di Carrara per proseguire nell’analisi degli interventi già fatti e sui progetti “indispensabili a sostenere concretamente l’economia del mare in una visione integrata e non settoriale. Dobbiamo ragionare tutti assieme su come sostenere un cambiamento dell’intera economia locale, senza rinunciare a nessuno dei settori tradizionali ma anche senza scartare nessuna nuova opportunità se vogliamo creare lavoro e in un contesto di sviluppo sostenibile. È con questa visione che affronteremo anche le scelte relative al porto turistico, scelte che dovranno essere adottate dalle amministrazioni locali di concerto con la regione Toscana e con l’amministrazione provinciale scegliendo autonomamente e responsabilmente il percorso e l’agenda dei lavori”.

FGS Massa Carrara





Regolarizzare i flussi di Immigrazione

12 11 2010

Le nostre proposte:
- Concedere il voto agli Immigrati dopo 10-15 anni che sono in Italia
- Concedere cittadinanza Italiana agli immigrati che prendono la laurea in Italia
- Cittadinanza Italiana automatica a chi nasce sul suolo Italiano

La federazione regionale dei giovani socialisti toscani intende continuare a discutere tra la gente di un tema importante come l’immigrazione e, dando seguito all’iniziativa svoltasi durante la festa regionale a Pisa, propone che almeno in Toscana si possa regolare il flusso degli immigrati in base al reale spazio che essi possono avere (diritto alla casa, lavoro, posti per i bambini nelle scuole). Noi giovani socialisti proponiamo nella fase di discussione di inserire altre due proposte libertarie e sicuramente di grande civiltà e buon senso come la concessione (non obbligo) della cittadinanza italiana a chi nasce sul territorio nazionale italiano nonché a tutti quegli immigrati che conseguono la laurea nei nostri atenei, in quanto non ci possiamo permettere di non usufruire di tutti i laureati se si vuol finalmente dare una svolta a questa Italia paralizzata in senso sia culturale che economico.

Ultimo punto è quello del voto: tanti partiti chiedono di dare la possibilità di votare agli immigrati regolari del nostro Paese, e secondo noi è giusto che  abbiano la scelta di farlo. Dopo quanti anni possono votare? Pensiamo che questo diritto debba essere concesso in relazione all’acquisizione della cittadinanza e noi ci sentiamo di dire che questo percorso lo si può iniziare dopo 4/5 anni che un individuo vive regolarmente nel nostro Paese in quanto dopo tutto questo tempo conosce benissimo gli usi e i costumi italiani.

Giovani Socialisti Toscana





A Firenze nuove idee per il centro sinistra

6 11 2010

“Prossima fermata Italia” se non vogliamo lasciare allo sbando il
futuro del nostro Paese e delle attuali generazioni.Cosi’ Luca
Baragatti,segretario regionale dei giovani socialisti toscani
intervenendo all’iniziativa promossa dal sindaco di Firenze Renzi.
“Un’aria sicuramente nuova con modi di fare politica diversi dagli attuali che non ascoltano più ormai da tempo i pensieri e le idee di tutti i cittadini”.
“Vogliamo partire dalle idee e dalle proposte – continua Baragatti -
per costruire una solida alternativa al governo Berlusconi, un’idea di
sinistra moderata e riformista libera dal giustizialismo. Una sinistra
che pensa e sta attenta alle reali esigenze di tutti gli italiani e
degli immigrati, insomma vogliamo un Paese migliore che sia
competitivo in Europa e nel Mondo”.
“Per questo – conclude il giovane dirigente – serve stringere un forte
patto generazionale dove tutti navigano verso la stessa direzione
senza litigare bensi’ discutendo”.

Luca Baragatti
Segretario FGS Toscana








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