FGS SIENA: SODDISFAZIONE PER I TANTI GIOVANI NELLA LISTA

8 05 2011

La Federazione Giovanile Socialista senese esprime la propria soddisfazione per la presenza di molti giovani candidati nella lista dei riformisti per le prossime elezioni amministrative del capoluogo e dei due comuni della provincia (Chiusi e Trequanda). I Giovani Socialisti valutano positivamente questa scelta che è indirizzata all’abbattimento del solco sempre più profondo che si è creato fra la politica e l’elettorato più giovane. I candidati, se eletti, sapranno infatti meglio interpretare le richieste che giungono dal mondo giovanile e potranno dare un significativo contributo alla soluzione dei problemi legati alla precarietà lavorativa e al disagio generato da una società dominata dalla gerontocrazia. La Federazione dei Giovani Socialisti sarà impegnata anche nella doppia campagna referendaria contro l’energia nucleare e a favore dell’acqua pubblica. La FGS senese, nel segno di quella cultura riformista che ha portato alla formulazione del concetto di Sviluppo Sostenibile, introdotto e coniato per la prima volta dalla laburista norvegese Brundtland in sede ONU nel 1987, ribadisce la propria contrarietà alla scelta di reintrodurre il nucleare in Italia dopo la bocciatura nel referendum del 1987 e la necessità di puntare sulle fonti rinnovabili e su quelle alternative. Afferma altresì l’esigenza di tutelare una risorsa preziosa come l’acqua in quanto bene pubblico che non può essere sfruttato a fini meramente economici, con il risultato di un aggravio delle bollette a danno dei cittadini.

Niccolò Malacarne
Segretario FGS Siena





RILANCIARE LE POLITICHE DEL LAVORO IN MODO RIFORMISTA

30 04 2010

I giovani socialisti toscani hanno fissato come uno dei principali obiettivi politici da raggiungere il tema del “lavoro e del welfare” per cui a parer nostro è giusto contribuire e partecipare nelle discussioni con nostre idee, proposte e quant’altro. Quando si parla di lavoro, bisogna ovviamente tener conto di vari fattori: l’occupazione e la disoccupazione, la sicurezza, le previdenze sociali, la legalità, la scuola intesa come professionale e quella che permette l’accesso alle Università, e, non ultime, le politiche sociali. Viviamo oggi in una situazione dove esistono molte tipologie di contratto, queste spesso portano alla precarietà anzichè alla flessibilità come avrebbe inteso Marco Biagi, ancora oggi “ricordato” negativamente per le sue proposte. Per creare un mondo del lavoro aperto e dinamico, si dovrebbe proporre la vera e mera applicazione della legge 30, ossia la flessibilità che purtroppo è divenuta precarietà. Arrivati al 2010, in una situazione di grave crisi, con la disoccupazione che cresce enormemente, tutti sanno che il “posto fisso” è quasi un miraggio Crediamo quindi che, fatta la premessa di un mercato aperto sia a livello nazionale che internazionale, debba crearsi una mobilità dei lavoratori di qualunque livello senza però scongiurare chi si accontenta di un lavoro per tutta la vita. Ovvio che per cambiare lavoro di frequente è opportuno siano inseriti gli ammortizzatori sociali di cui prima si parlava, altrimenti un lavoratore rischierebbe di stare senza stipendio per mesi finché non viene riassunto. Da qui tutta l’attenzione a una flexsecurity che tenga d’occhio quella che è la realtà. Insomma bisognerebbe rilanciare le politiche del lavoro in senso socialista, liberale e di profilo riformista. Certo è che applicare una riforma netta come questa bisognerebbe coinvolgere i lavoratori, le associazioni e ovviamente le parti sociali che in questi ultimi anni si sono dedicate alla difesa strenue del lavoro fisso e dell’età pensionistica. In materia previdenziale bisogna rilanciare una proposta seria e coerente che rispecchi anche situazioni sociologiche ben definite, e quindi male chi si batte per scaloni e scalini in quanto prima bisognerebbe fare una valutazione opinata dei lavori usuranti e non usuranti, e poi creare soglie pensionistiche. Esemplificando non si può far andare in pensione con gli stessi anni di anzianità il minatore e l’impiegato. Sbagliato, a nostro avviso, anche fissare soglie pensionistiche a 58/60 anni perchè la vita media dell’uomo e della donna sono aumentate considerevolmente, e visto che le pensioni gravano sui bilanci statali e dell’INPS, per cui è giusto riguardare questo fatto e accettare l’età pensionabile in 65 anni con le ovvie differenziazioni per i lavori usuranti. Il tema del welfare deve per forza risolvere e sviluppare il patto tra generazioni. Riagganciandosi al tema della flessibilità, vogliamo poter parlare delle politiche sociali: come detto, la flessibilità promuove la mobilità delle persone per cui queste avranno la necessità di vivere in una casa, che evidentemente non deve essere forzatamente di proprietà: così bisogna riguardare e controllare il valore degli affitti. A volte non c’è il coraggio di spostarsi da casa propria, ma talvolta da quella dei genitori, perché a causa di lavori precari e mal pagati, non si può né affittare una casa tanto meno chiedere un mutuo o un prestito alle banche per l’acquisto. D’altronde come prevede l’art. 1 della Costituzione, la Repubblica è fondata sul lavoro. E senza lavoro non si vive, almeno onestamente e nella legalità. Da qui si può passare a un altro aspetto del lavoro, ossia la competenza. La competenza che si riallaccia anche alla propria formazione scolastica, la si potrà ottenere solo e soltanto se le scuole alzeranno il loro standard di insegnamento. Specialmente le scuole superiori non devono essere oggetto di riforme sugli anni dell’obbligo allo studio, o su materia talvolta inutili, ma devono riuscire a completarsi per dare insegnamenti di livello alle future generazioni che dovranno immettersi nel mondo del lavoro e competere con i coetanei degli altri Stati. Quindi ci rivuole una scuola che sia professionale e insegni il mestiere e un’altra scuola che permetta l’accesso degno e preparato alle Università che prepareranno individui teorici in materie umanistiche e scientifiche. Solo così, con l’aggiunta di corsi di preparazione, di formazione e di aggiornamento in itinere, potremmo avere qualità e quantità qualificata sui post di lavoro che, secondo me, andrebbe a limitare quanto meno anche gli incidenti gravi e meno gravi che tutt’oggi si verificano. Palese e fondamentale è che scuola e università possano “sfornare” buoni o ottimi livelli di forza lavoro, per ciò che riguarda la sicurezza dei luoghi di lavoro ci deve essere il rigoroso e continuo intervento di ASL, ispettorati, Guardia di Finanza, e in particolar modo dei sindacati. Noi speriamo di aver contribuito a rilanciare una discussione forte sul lavoro, lo abbiamo fatto qualche mese fa e lo riproponiamo in vista dell’ 1° Maggio, la festa dei lavoratori e, ahinoi, da qualche tempo, la festa anche dei disoccupati, dei cassaintegrati e dei licenziati. Sperando che i venti di crisi possano cessare presto, domani tutti noi saremo nelle piazze a partecipare a fianco dei sindacati e soprattutto dei lavoratori ai vari cortei. FGS Toscana





GIOVANI E POLITICA

14 04 2010

“Le parole pronunciate dal presidente della Camera Gianfranco Fini sul coinvolgimento dei giovani in politica ci fanno piacere, e anche noi siamo concordi sul fatto che le eventuali quote ‘arancioni’ siano da evitare”. Così commenta Luca Baragatti, segretario regionale dei giovani socialisti toscani, l’ntervento di Fini al convegno sulla partecipazione politica dei giovani.
“Per integrare i giovani nella politica e nelle istituzioni – continua il giovane dirigente socialista – serve non tanto riservare quote o abbassare l’età minima per essere eletti, ma iniziare a cambiare la cultura dei partiti che devono avere il coraggio di puntare sulle nuove leve formandole e preparandole per inserirle nelle istituzioni e nel dibattito politico.
Per favorire invece la partecipazione istituzionale attiva si potrebbe limitare i mandati di ciascun eletto così da favorirne il ricambio.
Ma tutto questo – conclude Baragatti – si potrà ottenere se gli attuali dirigenti, o eletti, accetteranno di far posto a noi giovani e mettersi a nostra disposizione per farci crescere”.

Luca Baragatti
Segretario FGS Toscana





Giovani socialisti… Avanti tutta!

1 03 2010

A poco meno di un mese dalle elezioni Regionali, i giovani socialisti della Toscana saranno impegnati nella campagna elettorale a sostegno del Presidente Enrico Rossi a fianco del PSI.
“Il nostro compito sarà quello di lanciare idee nuove che tutelino i giovani, sensibilizzare il programma della coalizione, per quanto possibile, nelle esigenze e nei bisogni degli studenti e dei giovani lavoratori – commentano dalla Segreteria Regionale della FGS –“.
“Sembra quasi banale affermare che la politica deve attenersi alle regole, non importa se esse siano leggi costituzionali o semplici regolamenti, – dichiara in una nota Luca Baragatti, segretario Regionale FGS –“. “Noi riteniamo – continua Baragatti – che la politica debba stare attenta alle esigenze dei cittadini e non porsi uno scalino più in alto, sarebbe un clamoroso autogol”.
Riaffermando i valori della Costituzione, nella prossima legislatura dovremo affrontare l’allargamento di alcuni diritti come quello della conoscenza e della formazione, dell’uguaglianza tra tutte le persone, della ricerca e dell’innovazione, infine, ma non meno importante del merito.
Per quanto riguarda il diritto allo studio, il governo della Toscana dovrà investire sui giovani permettendo per esempio il programma Erasmus alle scuole superiori, investire sulle loro idee, sostenerle con borse di studio e prestiti d’onore, prevedere un reddito per gli studenti di età superiore ai 16 anni per combattere l’abbandono scolastico ma anche fondi destinati ad acquisto di libri o alcune riduzioni sulle spese di trasporto; dovrà anche tutelare tutti quei giovani che lavorano e che a causa della crisi incessante hanno perso il lavoro e non hanno alcuna tutela: si potrebbe pensare a una legge sul reddito di cittadinanza per proteggere precari, disoccupati, famiglie e genitori single per non fargli pesare i sacrifici in corso come il pagamento delle utenze domestiche, dell’affitto o del mutuo.
“Sono impegni importanti – conclude il giovane dirigente socialista – ma solo così per noi potremo avere una Toscana forte e che avanza nel segno del positivismo e della sicurezza sociale. Tutti noi giovani socialisti vogliamo una Toscana migliore e siamo sicuri che la coalizione riformista che sostiene Enrico Rossi sarà in grado di mantenere le promesse”.

Luca Baragatti
Segretario FGS Toscana








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