Cari compagni,
qualche sera fa, in uno dei miei momenti di relax, guardando la TV, ho visto un programma interessante di approfondimento politico su “LA7”, “in ONDA” di Telese e Costamagna.
Al dibattito partecipavano Galan e Enrico Letta, l’argomento, inutile a dirsi, la rottura tra Berlusconi e Fini e le possibili conseguenze.
Letta ha parlato subito della proposta del PD di riformare la legge elettorale sostenendo che si ha l’obbligo di cambiare questa attuale in favore di un’altra che consenta ai cittadini di scegliere il candidato in modo che il parlamentare non sia un ‘designato’ dalle segreterie di partito bensì divenga un ‘eletto’ dai cittadini.
Si può essere anche d’accordo ma poi Letta aggiunge che il PD, il suo partito, propone collegi uninominali a turno unico!
Nel prosieguo del dibattito aggiunge: “non è corretto un sistema, dove chi ha un solo voto in più, anche se magari ha ottenuto il 30% dei consensi, abbia in 55% dei seggi in parlamento”.
Il gioco sembra essere sempre lo stesso, ossia quello di puntare al solito bipartitismo bastardo, senza possibilità di controbattere, e questo, pur sembrando una mossa di opposizione è in realtà una mano tesa per Berlusconi (il quale aspetta solo il momento opportuno per far cadere il governo ed andare alle elezioni).
Con il sistema uninominale, nel quadro attuale, i partiti minori, quelli sopravvissuti al ‘porcellum’, saranno fortemente ridimensionati a discapito dei partiti maggiori: così l’UdC avrebbe pochissimi seggi, i finiani ancora meno. La Lega invece diverrebbe più forte mettendo a serio rischio la coesione sociale di questa Italia in crisi non solo economica.
A sinistra che succede? L’effetto Vendola, con le sue fabbriche, probabilmente potrebbe far varcare la soglia di Montecitorio a una truppa ridotta di SeL, Di Pietro con il suo populismo solcherebbe ancora di più l’Italia con la forca e cos’altro?
Ebbene compagni, chiedo, siamo d’accordo? Io NO.
Bisogna, quindi, aprire subito dibattiti nelle varie sezioni e feste che si stanno svolgendo e si svolgeranno un po’ ovunque in modo da incominciare fin da ora a parlare agli Italiani di quello che sta succedendo, spiegando come mai il PSI è “schierato” sul sistema proporzionale.
Dovessi scegliere, farei una copia della legge elettorale utilizzata per le elezioni europee e la inserirei in tutti i livelli di competizione elettorale stando ovviamente attenti alle esigenze varie dei territori, per cui candidati da scegliere con la preferenza, collegi non piccoli ma neppure troppo grandi…
Valerio Rossi
Coordinatore FGS PISA