Firenze, 02 Maggio 2010
Egregio Sig. Sindaco Matteo Renzi,
in questi giorni ho letto sulla stampa della polemica tra Lei e i sindacati per aver firmato l’ordinanza che dava la possibilità ai negozianti del centro storico della città di rimanere aperti.

Effettivamente il 1° Maggio è la festa dei lavoratori e del lavoro anche se negli ultimi anni sono pochi quelli che si sono accorti del mutamento del significato di questo giorno appena trascorso. Conviviamo da alcuni anni con una crisi forte e molti della piccola e media impresa sono stati costretti a ridimensionarsi o addirittura a chiudere.
Credo che città importanti come Firenze, nonostante alcune decisioni comunque rispettabili e legittime dei sindacati e delle associazioni, non possano dare un segnale contrario allo sviluppo del turismo e dei servizi in generale, per cui sono molto d’accordo con la Sua ordinanza che non imponeva nulla ma lasciava la scelta a ogni singolo commerciante di rimanere aperto sfruttando le migliaia di presenze turistiche che in questo ponte si sono riversate in città.
Solo una politica miope e conservatrice avrebbe permesso che Firenze restasse chiusa ai turisti, e quindi un plauso a Lei per questa scelta che Le fa onore.
Io, però, Sig. Sindaco, da socialista rilancio la posta in gioco e La invito a discutere sulla possibilità che Firenze diventi la prima cittadina italiana a dare la possibilità ai commercianti di rimanere aperti quanto vogliono 7 giorni su 7 e per 24 ore al giorno: a ognuno dei negozianti la scelta di pensare agli orari di apertura e agli eventuali riposi e chiusure.
Così facendo ci sarebbe un’ottimale liberalizzazione del commercio con conseguente concorrenza che andrebbe certamente a favorire i cittadini, i quali potrebbero usufruire di negozi aperti in varie ore del giorno senza dover per forza fare “corse” per effettuare gli acquisti dai generi alimentari all’abbigliamento. Oltre a questo si potrebbe anche ridiscutere con la Regione della legge sul commercio che da qualche tempo tutti i Comuni della Regione si sono preoccupati di far rispettare: non si può, a parer mio, obbligare la chiusura forzata degli esercizi, soprattutto in un giorno importante come la Domenica o per alcune feste: è vero che i lavoratori hanno diritto di far festa, ma credo che si possa trovare un accordo con le associazioni di categoria, i sindacati e chi di dovere per lasciare i negozi aperti.
Mi piacerebbe certamente discutere presto con Lei di questa proposta innovativa che in Italia è ancora tabù ma che nel resto del Mondo molte nazioni già attuano da lungo tempo.
Luca Baragatti
Segretario Regionale
Federazione dei Giovani Socialisti della Toscana