A Firenze nuove idee per il centro sinistra

6 11 2010

“Prossima fermata Italia” se non vogliamo lasciare allo sbando il
futuro del nostro Paese e delle attuali generazioni.Cosi’ Luca
Baragatti,segretario regionale dei giovani socialisti toscani
intervenendo all’iniziativa promossa dal sindaco di Firenze Renzi.
“Un’aria sicuramente nuova con modi di fare politica diversi dagli attuali che non ascoltano più ormai da tempo i pensieri e le idee di tutti i cittadini”.
“Vogliamo partire dalle idee e dalle proposte – continua Baragatti -
per costruire una solida alternativa al governo Berlusconi, un’idea di
sinistra moderata e riformista libera dal giustizialismo. Una sinistra
che pensa e sta attenta alle reali esigenze di tutti gli italiani e
degli immigrati, insomma vogliamo un Paese migliore che sia
competitivo in Europa e nel Mondo”.
“Per questo – conclude il giovane dirigente – serve stringere un forte
patto generazionale dove tutti navigano verso la stessa direzione
senza litigare bensi’ discutendo”.

Luca Baragatti
Segretario FGS Toscana





SALUTO DEL SEGRETARIO BARAGATTI AL CONGRESSO FGS SALERNO

1 11 2010

Care compagne e cari compagni,
con dispiacere non sono tra voi al congresso ma purtroppo altri impegni mi hanno trattenuto in Toscana ma voglio allo stesso modo intervenire nel vostro dibattito che sicuramente sarà di ottimo livello .
Nello stato in cui oggi versa il socialismo e più in generale la sinistra italiana, penso sia un ottimo risultato celebrare l’ennesimo congresso di una federazione giovanile, in un momento dove la politica chiude spesso le porte ai giovani e dove talvolta i giovani chiudono la porta alla politica e al loro futuro.
Sono passati tanti anni ma mi pare che l’Italia abbia non solo i problemi di sempre ma anche nuovi senza che però se ne prenda a cuore la risoluzione. La cosa più sconvolgente, però, forse, è che negli stessi ruoli ci sono ancora gli stessi uomini, che non si schiodano dalle proprie poltrone neppure dopo serie debacle elettorali.
Nel frattempo oltre confine ciò che ci circonda cambia e corre a doppia velocità.
Se qualcuno pensa che chiamarci giovanotti o bamboccioni sia per noi offensivo, o ci rimproverano di essere troppo zelanti, o magari ancora ci contestualizzano nel mondo della politica come dei Pierini dispettosi perché abbiamo la virtù di affermare che “essi” hanno fatto il loro corso e gli italiani fanno fatica a ritrovarcisi, stanno sbagliando di grosso. Hanno già avuto occasioni, talvolta hanno servito l’Italia in Parlamento o nelle altre istituzioni minori bene, l’hanno sfruttata come abbiamo visto, ma adesso tocca ad altri, a un’altra generazione che non per forza dev’essere quella dei ventenni e non per forza chi sostituirà gli attuali leader dovrà essere scelto solo in base all’anagrafe. Sarebbe un altro errore, sarebbe un’altra disfatta
Il rinnovamento non riguarda solo l’età ma va oltre e si concentra sul rinnovamento di ideali e pensieri altrimenti non ci resta che perire.
“Le rottamazioni – dice Renzi, sindaco di Firenze – non si fanno per via anagrafica: si tratta di prendere atto del fallimento di chi da vent’anni sta nei palazzi della politica senza riuscire a cambiare davvero”.
Aggiungo io, se da vent’anni l’Italia è sempre più in crisi è stato giusto che solo i socialisti abbiano pagato una stagione non certo cristallina per la politica italiana?
Augurandovi un buon proseguimento dei lavori,
Saluti Fraterni





SI AL NUOVO ULIVO MA SI CAMBINO I PROTAGONISTI

29 08 2010

“Il progetto lanciato da Bersani è corretto, il Nuovo Ulivo può essere l’unica occasione per ribaltare la situazione politica nazionale, ma quali saranno i contenuti? Non può essere l’ennesima accozzaglia di anime che dopo un giorno litiga”. Questo il commento di Luca Baragatti, segretario regionale dei giovani socialisti (FGS) toscani.
“Stringere un patto per l’Italia è fondamentale, caratterizzandolo con partiti di stampo riformista per rilanciare l’Italia ormai in caduta libera e senza alcun segnale di ripresa – continua Baragatti – dando così una speranza ai cittadini, ormai delusi dalla politica in generale”.
Bisogna aprire subito un tavolo per creare un programma serio e rispettoso delle leggi e dei cittadini, un programma ambizioso che cerchi di tappare le enormi falle nell’economia, nella pubblica amministrazione, nel mondo dell’istruzione, senza dimenticare le politiche sociali e del lavoro che dopo Pomigliano hanno iniziato a scricchiolare”.
“Quest’operazione nel centro sinistra la dovremo iniziare presto perché in caso di elezioni anticipate ci dovremo far trovar pronti alla competizione – conclude Baragatti – e con un candidato premier che sappia capire le esigenze della coalizione ma nel contempo sappia interpretare i bisogni e le necessità dei cittadini, per cui preferirei, come ha dichiarato il sindaco di Firenze Renzi, avere degli attori nuovi e non sempre i soliti noti che ormai da anni imperversano nello scenario politico”.

Luca Baragatti
Segretario Regionale
Giovani Socialisti Toscana





LETTERA A MATTEO RENZI, SINDACO DI FIRENZE

2 05 2010
Firenze, 02 Maggio 2010
Egregio Sig. Sindaco Matteo Renzi,
in questi giorni ho letto sulla stampa della polemica tra Lei e i sindacati per aver firmato l’ordinanza che dava la possibilità ai negozianti del centro storico della città di rimanere aperti.
Effettivamente il 1° Maggio è la festa dei lavoratori e del lavoro anche se negli ultimi anni sono pochi quelli che si sono accorti del mutamento del significato di questo giorno appena trascorso. Conviviamo da alcuni anni con una crisi forte e molti della piccola e media impresa sono stati costretti a ridimensionarsi o addirittura a chiudere.
Credo che città importanti come Firenze, nonostante alcune decisioni comunque rispettabili e legittime dei sindacati e delle associazioni, non possano dare un segnale contrario allo sviluppo del turismo e dei servizi in generale, per cui sono molto d’accordo con la Sua ordinanza che non imponeva nulla ma lasciava la scelta a ogni singolo commerciante di rimanere aperto sfruttando le migliaia di presenze turistiche che in questo ponte si sono riversate in città.
Solo una politica miope e conservatrice avrebbe permesso che Firenze restasse chiusa ai turisti, e quindi un plauso a Lei per questa scelta che Le fa onore.
Io, però, Sig. Sindaco, da socialista rilancio la posta in gioco e La invito a discutere sulla possibilità che Firenze diventi la prima cittadina italiana a dare la possibilità ai commercianti di rimanere aperti quanto vogliono 7 giorni su 7 e per 24 ore al giorno: a ognuno dei negozianti la scelta di pensare agli orari di apertura e agli eventuali riposi e chiusure.
Così facendo ci sarebbe un’ottimale liberalizzazione del commercio con conseguente concorrenza che andrebbe certamente a favorire i cittadini, i quali potrebbero usufruire di negozi aperti in varie ore del giorno senza dover per forza fare “corse” per effettuare gli acquisti dai generi alimentari all’abbigliamento. Oltre a questo si potrebbe anche ridiscutere con la Regione della legge sul commercio che da qualche tempo tutti i Comuni della Regione si sono preoccupati di far rispettare: non si può, a parer mio, obbligare la chiusura forzata degli esercizi, soprattutto in un giorno importante come la Domenica o per alcune feste: è vero che i lavoratori hanno diritto di far festa, ma credo che si possa trovare un accordo con le associazioni di categoria, i sindacati e chi di dovere per lasciare i negozi aperti.
Mi piacerebbe certamente discutere presto con Lei di questa proposta innovativa che in Italia è ancora tabù ma che nel resto del Mondo molte nazioni già attuano da lungo tempo.
Luca Baragatti
Segretario Regionale
Federazione dei Giovani Socialisti della Toscana







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