In un momento come quello l’attuale in cui le tematiche sull’ambiente sono all’ordine del giorno nei maggiori consessi internazionali, vuoi per gli effetti dei cambiamenti climatici, vuoi per i disastri ecologici provocati da urbanizzazioni selvagge, la FGS senese esprime preoccupazione sulla gestione del patrimonio ambientale della nostra provincia, ritiene necessaria una mobilitazione delle Istituzioni e di tutte le forze politiche e sociali a difesa e tutela del paesaggio e delle strutture che in esso hanno avuto una lenta e graduale gestazione nei secoli.
Spesso la “tutela” è intesa in modo ambiguo e non come un valore con strategie comuni da condividere. Sovente le politiche di salvaguardia del territorio sono entrate in collisione con le esigenze produttive delle fabbriche e delle attività agricole. La colpa non è sempre addebitabile ai soli operatori economici, ma anche alle imprese edili refrattarie ai precetti e alle ammonizioni, degli enti pubblici e delle soprintendenze, volti a limitarne il campo di azione imponendo vincoli. Le parti in gioco in questa partita sono tante, dagli imprenditori, che mirano a migliorare i fatturati trascurando spesso gli obiettivi di valorizzazione del territorio, al singolo cittadino che, pur godendo delle bellezze paesaggistiche ed architettoniche che lo circondano, intende preservare i valori immobiliari della sua proprietà, alle associazioni politico-culturali preoccupate dei rischi dovuti agli abusi edilizi e agli scempi arrecati al patrimonio. E’
controproducente una politica di divieti: va piuttosto prediletta una “tutela del paesaggio” come risorsa non solo culturale ed immateriale, ma come un’occasione di sviluppo per le imprese locali. Il concetto di “sviluppo sostenibile”, introdotto e coniato nel 1987 in sede ONU dalla laburista norvegese Brundtland, è definito come: “uno sviluppo che soddisfa le esigenze attuali senza compromettere per le generazioni future la possibilità di soddisfare le proprie”.
Partendo da questa definizione la FGS senese promuoverà e spronerà sempre tutte quelle misure volte a disincentivare le azioni suscettibili di arrecare danni all’ambiente. In virtù degli stessi valori contenuti nella definizione di sviluppo sostenibile, la FGS senese si oppone a tutte quelle forme di radicalismo ecologista che considera controproducenti nella soluzione delle problematiche ambientali. Non vanno commessi e ripetuti molti degli errori passati quando, sotto la minaccia dello stralcio della tessera, si ottenevano dei permessi per edificare. E’ per questo che sovente i piani regolatori sono stati stravolti e resi inefficaci ad una tutela reale del paesaggio. Il nostro patrimonio storico-artistico, e direi anche paesaggistico, è l’equivalente dei giacimenti di petrolio per altri paesi. Questo slogan, lanciato a suo tempo dal Presidente della Repubblica Pertini, esprime un concetto che va – oggi come non mai – tenuto presente, a maggior ragione in una fase come quella attuale, dove paesi emergenti quali la Cina o l’India si impongono sul mercato con i loro prodotti facilmente vendibili anche in virtù dei bassi costi della manodopera, e dove le imprese trascurano sovente i diritti del lavoratore. Le potenzialità di un paese come l’Italia e di un territorio come quello della nostra provincia, in pratica il loro valore aggiunto, sono rappresentate dalla loro storia, dall’arte e dall’unicità della loro produzione culturale.
Niccolò Malacarne, Coordinatore provinciale FGS Siena